Solo a Prato

La Palla Grossa

Cos’è la Palla Grossa?

La Palla Grossa, radicata nelle tradizioni medievali, costituisce un elemento fondamentale delle antiche consuetudini di Prato.

Il torneo della Palla Grossa emerge come un evento di rilievo nel calendario sia civile che religioso del territorio.

Quattro squadre, ciascuna rappresentante un antico quartiere cittadino, si fronteggiano con spirito competitivo in questo affascinante torneo, mantenendo viva la ricca storia locale.

  Quartiere verde – San Marco

  Quartiere giallo – Santo Stefano

 Quartiere rosso – Santa Trinita

  Quartiere azzurro – Santa Maria

Negozio di specialità pratesi Atipico a Prato

aTipico Shop

ATipico Shop Bottega & Degusteria, situato nel cuore di Prato, è un negozio specializzato nella vendita di prodotti enogastronomici tipici dell’area pratese.

Con vetrine che si affacciano su Via Benedetto Cairoli e Piazza Buonamici, offre una selezione impeccabile dei migliori prodotti locali, rappresentando la vetrina esclusiva della Strada dei Vini di Carmignano. L’Italia è celebre per i prodotti agroalimentari a denominazione di origine, e Prato non fa eccezione, vantando prodotti di eccellenza.

Da ATipico Shop, potrai esplorare una vasta gamma di prelibatezze locali, tra cui olio extravergine di oliva, vini DOC e DOCG, birre artigianali, liquori, miele, pasticceria secca, farine speciali, confetture, sottaceti e insaccati, inclusa la rinomata mortadella di Prato IGP.

Il negozio offre anche regali perfetti e confezioni pensate per sorprendere gli amanti del buon cibo. Se desideri assaporare i sapori unici di Prato, ATipico Shop è una tappa imprescindibile durante la tua visita, offrendo un’esperienza autentica nel mondo dell’enogastronomia locale.

Assedio alla villa a Poggio a Caiano (Prato)

Assedio alla Villa

Ogni terzo fine settimana di settembre, a Poggio a Caiano, si celebra la festa dell’Assedio alla Villa presso la maestosa Villa Medicea, in ricordo di un evento storico del 1565. In quell’anno, l’Arciduchessa Giovanna d’Asburgo, diretta a Firenze per sposare Francesco I de’ Medici, fu accolta con gioia dal popolo, creando un’atmosfera simile a un “assedio”.

Come segno di gratitudine, la nobildonna fece scorrere abbondantemente il vino dalla fontana del Mascherone nel paese.

Da questa tradizione, nacque la festa rinascimentale nel 1984. Per tre giorni, Poggio a Caiano si trasforma in un viaggio nel Rinascimento, con ricostruzioni storiche del banchetto nuziale in Villa, giochi, figuranti in costumi d’epoca, spettacoli, visite tematiche e un mercato di arti e mestieri antichi. Gli artigiani vestiti in abiti storici mostrano le loro abilità, mentre le “osterie” gastronomiche offrono prelibatezze.

La festa comprende cortei storici e spettacoli pirotecnici, creando un’atmosfera affascinante che celebra la storia e l’ospitalità di Poggio a Caiano.

Corteggio storico a Prato

Corteggio Storico

Nel XIII secolo, Prato, ancorata alla sua identità repubblicana, celebrava con orgoglio l’8 settembre la natività della Vergine Maria, accogliendo visitatori da tutta la Toscana. L’Ostensione della Sacra Cintola nel Duomo rappresentava un evento straordinario, con l’intero governo cittadino e ambasciate toscane omaggiando la Madonna e la città stessa.

Le celebrazioni iniziavano dalla vigilia con musicisti provenienti da varie città, offrendo spettacoli colorati. La processione coinvolgeva il clero, le corporazioni e le autorità cittadine, culminando nella Pieve di S. Stefano.

L’8 settembre, la festa raggiungeva l’apice con l’Ostensione della Sacra Cintola, ospitando una grande fiera sin dal Duecento, attirando compratori da ogni parte della Toscana. Le strade si animavano con mercanti, artigiani e contadini, creando un’atmosfera festosa con feste, banchetti e sigilli sui pani dei fornai.

Sebbene il Corteggio e la fiera abbiano subito modifiche nei secoli, la tradizione ha mantenuto la sua rilevanza. Nel XVI secolo, Machiavelli la definiva tra le più importanti della Toscana. Oggi, il Corteggio Storico di Prato continua a preservare la storia, offrendo nuovi spettacoli ogni anno, mantenendo l’8 settembre come evento centrale, testimoniando l’emozionante passato di Prato.

Delizie Pratesi

Mortadella di Prato

La mortadella di Prato

In Toscana, la tradizione della mortadella nasce nel primo Novecento dall’uso sapiente delle carni scartate nella produzione dei salumi e dei tagli suini di seconda scelta. Inizialmente diffusa a Prato e in alcune zone della provincia di Pistoia, la pratica consiste nell’insaccare, conciare con spezie e liquori, e cuocere in acqua tali carni. Dopo il dopoguerra, la produzione declina, ma circa trent’anni fa, una salumeria pratese la riprende.

Oggi, la mortadella toscana è caratterizzata da carni attentamente selezionate, differenziandosi dalla versione del passato caricata di spezie. Le forme possono variare, ma spesso pesa intorno al chilogrammo. La peculiarità dei salumi cotti risiede nella freschezza al momento del consumo; riscaldarli a freddo attenua il gusto.

La mortadella di Prato, ideale con fichi di varietà Dottato (di Carmignano), si sposa perfettamente con la “bozza” pratese, un pane locale. L’esperienza completa si apprezza meglio quando i salumi sono gustati freschi, evitando il riscaldamento e conservandoli a temperatura ambiente, garantendo così la massima qualità e sapore.

Cantucci di Prato

I Biscotti di Prato

Il Cantuccio Toscano, dolce simbolo della Toscana, presenta una consistenza inizialmente croccante e granulosa che si scioglie delicatamente in bocca, lasciando un piacevole aroma di mandorla. Con un fatturato che supera i 30 milioni di euro, questo dolcetto ha contribuito significativamente all’economia toscana.

Il 37% del suo consumo avviene al di fuori dell’Italia, con notevole popolarità nell’Unione Europea, Stati Uniti, Giappone e Russia, posizionandolo come il terzo biscotto più amato al mondo.

La storia dei Cantucci risale almeno al XVI secolo, con il nome che sembra derivare da “cantellus”, una galletta salata consumata dai soldati romani. La versione dolce, con mandorle, fa la sua comparsa alla corte dei Medici nel ‘500. All’Esposizione Universale di Parigi nel 1867, i Cantucci ottennero un notevole successo, consolidando il loro status di orgoglio del Made in Italy.

Nel XX secolo, la produzione su larga scala coinvolse l’intera regione toscana, culminando con il riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta (IGP) nel 2016, esteso a tutto il territorio amministrativo della Toscana, sottolineando l’autenticità e la tradizione di questo dolce tipico.